Ossa lunghe, corte e piatte - La struttura delle ossa

Le ossa hanno forme differenti, legate alla funzione che devono svolgere. Vi sono ossa lunghe, corte, piatte.

Le ossa lunghe agiscono come leve per alzare e abbassare gli arti e si sviluppano generalmente nel senso della lunghezza.

Sono tali il femore, la tibia, l’ulna, il radio. Il corpo centrale delle ossa lunghe si chiama diafisi; le due porzioni periferiche epifisi. Nei bambini e nei ragazzi tra la zona mediana e le zone periferiche esiste una zona di transizione costituita dalla cartilagine di coniugazione, o metafisi.

Queste cartilagini rappresentano la zona di accrescimento in lunghezza delle ossa, che avviene attraverso la loro graduale ossificazione. Una volta completata l’ossificazione della metafisi, lo sviluppo della statura dell’individuo si arresta. Al centro di un osso lungo si trova la cavità midollare che contiene midollo osseo e vasi sanguigni.

Le ossa corte, come le vertebre, le ossa del piede (tarso), le ossa della mano (carpo), fungono da «ponte» e si sviluppano quasi in ugual misura in lunghezza e in larghezza.

Le ossa piatte, la cui peculiarità è quella di avere uno spessore minimo e una superficie particolarmente estesa (scapola, ossa del cranio), svolgono una funzione protettiva.





Le ossa sono formate da tessuti connettivi di tipo osseo e cartilagineo. Il tessuto osseo è costituito da una sostanza organica fondamentale, l’osseina, e da sali minerali, soprattutto fosfato di calcio e carbonato di calcio. A questi ultimi l’osso deve la sua particolare consistenza e la capacità di resistere alle forze di trazione e pressione; all’osseina deve la sua elasticità e flessibilità. Il tessuto osseo è particolarmente leggero; infatti lo scheletro costituisce soltanto il 18% circa del peso dell’uomo.

Il tessuto osseo è rivestito esternamente da una membrana di tessuto connettivo detta periostio, che protegge l’osso e contribuisce alla sua nutrizione. Nel periostio vi sono gli osteoblasti, cellule molto importanti perché hanno la capacità di fabbricare nuovo tessuto osseo che va a sostituire quello che si usura o si danneggia. È il fenomeno del rimaneggiamento osseo. Fino ai 20 anni di età la produzione di tessuto osseo da parte degli osteoblasti permette l’accrescimento dello scheletro. Tra i 20 e i 40 anni il meccanismo della produzione e quello della distruzione ad opera degli osteoclasti sono in equilibrio. Dopo i 40 anni prevale la demolizione e dunque le ossa si indeboliscono e diventano fragili.

La cartilagine è formata da un tessuto connettivo più elastico e flessibile di quello osseo. Oltre a costituire lo scheletro del feto (poi sostituito da tessuto osseo) e quello del naso e dell’orecchio nell’adulto, la cartilagine ricopre le estremità delle ossa in corrispondenza di molte articolazioni: la sua superficie liscia protegge le ossa che vengono a contatto fra loro, evitando lo sfregamento e permettendo ai capi articolari di scorrere l’uno sull’altro. Il tessuto cartilagineo non è vascolarizzato; si nutre attraverso il tessuto osseo che ricopre, accrescendosi e rigenerandosi continuamente. All’interno delle cavità ossee vi è una sostanza molle chiamata midollo osseo. Vi sono due tipi di midollo:

  • il midollo giallo, costituito essenzialmente di grasso e di tessuto connettivo, nel quale si trovano vasi sanguigni, nervi e cellule midollari;
  • il midollo rosso, che contiene più cellule midollari di quello giallo, le quali hanno il compito di formare nuove cellule del sangue (globuli rossi e globuli bianchi).



La colonna vertebrale

La struttura ossea del tronco è formata frontalmente dalla gabbia toracica, costituita da 12 paia di coste che si saldano allo sterno mediante prolungamenti cartilaginei e si dividono (dall’alto verso il basso) in sternali (7), asternali (3) e fluttuanti (2).

La gabbia toracica forma un ampio spazio dove alloggiano il cuore, i polmoni e l’esofago; nella parte dorsale essa si articola con le vertebre toraciche della colonna vertebrale, il cui compito è quello di sostenere il tronco e di proteggere il midollo spinale racchiuso nel canale vertebrale da eventuali traumi.

La colonna vertebrale (o rachide) è la struttura portante del corpo umano. Sul rachide grava tutto il peso del busto, del capo e degli arti superiori. Esso tuttavia non ha solo una funzione statica e di sostegno, ma ha anche una funzione dinamica, resa possibile dalla sua particolare struttura.

La colonna vertebrale è composta da 33-34 vertebre, ossa corte sovrapposte in senso verticale. In base alla regione che occupano e alla funzione che svolgono, le vertebre si distinguono in:

  • vertebre cervicali (7): hanno il compito di sostenere il capo permettendogli di muoversi su tutti i piani dello spazio;
  • vertebre dorsali (12): sostengono la gabbia toracica consentendo al busto di ruotare lateralmente e di flettersi in avanti e indietro e di ruotare;
  • vertebre lombari (5): permettono al busto di ruotare e flettersi in avanti e indietro e sostengono la maggior parte del peso del corpo;
  • vertebre sacrali (5, fuse tra loro);
  • vertebre coccigee (4 o 5): assieme alle sacrali hanno il compito di trasmettere il peso del corpo e del bacino alle gambe.