
Forse ti sarà capitato di conoscere qualcuno che aveva bisogno di un trapianto di midollo osseo o che era in attesa di un trapianto di organi, talvolta se ne sente discutere in televisione o se ne tratta sui giornali. In realtà si tratta di argomenti che non si affrontano volentieri, perché legati a momenti tristi e difficili della vita, spesso si preferisce fingere che le problematiche connesse a questi temi non esistano e comunque non ci riguardino. Cerchiamo di saperne di più.
La donazione di midollo osseo
Il midollo osseo è il tessuto contenuto nella cavità ossea (da non confondere con il midollo spinale, che è parte del sistema nervoso) deputato alla produzione degli elementi cellulari del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine). Le cellule del midollo osseo hanno la capacità di replicarsi: il loro numero resta dunque invariato per tutta la vita, anche in caso di un prelievo per donazione. Vi sono delle malattie che rendono il midollo incapace di produrre le cellule del sangue, per esempio la leucemia, ed è proprio per curare queste malattie un tempo inguaribili che si ricorre al trapianto di midollo.
Il midollo può essere trapiantato solo nel caso in cui vi sia compatibilità tra donatore e ricevente. Diversamente, il sistema immunitario (che difende l’organismo non solo da batteri o agenti infettivi, ma anche da tessuti e/o organi estranei) del ricevente attacca e distrugge le cellule estranee del midollo trapiantato. Per determinare l compatibilità si eseguono più prelievi di sangue che servono a identificare la tipologia del midollo da trapiantare. Date le moltissime possibilità di combinazioni antigeniche (di anticorpi) esistenti, fra due soggetti estranei vi è una possibilità su 400.000, i fratelli, che hanno patrimonio genetico simile, hanno una possibilità su quattro di essere compatibili, i genitori rispetto ai figli, invece, una su 200.000.
Il prelievo del midollo (sangue midollare) viene effettuato mediante ripetute punture nelle creste iliache (ossa del bacino). Poiché si tratta di punture ossee, il prelievo viene eseguito in anestesia totale e dura, di norma, meno di un’ora. Dopo il prelievo, il donatore rimane in ospedale per due giorni. Il rischio del’anestesia è estremamente basso, il dolore locale modesto (bastano semplici antidolorifici per sedarlo)e la ripresa della normale attività avviene entro pochi giorni.
Il midollo prelevato è in quantità limitata rispetto al fabbisogno dell’organismo e si riforma in pochi giorni. Le cellule midollari prelevate dal donatore vengono somministrate al ricevente per via endovenosa, in maniera simile ad una normale trasfusione di sangue. Può donare il midollo chiunque abbia un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, sia sano, non abbia sofferto di malattie tumorali, non sia affetto o portatore sano di malattie infettive o contagiose (epatite, AIDS), non appartenga a gruppi a rischio per queste malattie.