La milza, il fegato e il pancreas

La milza è un organo a forma di fagiolo localizzato nella parte inferiore sinistra della cavità addominale, in corrispondenza della dodicesima costa. Essa ha il compito di regolare il volume della massa circolante del sangue.

La milza accumula e poi cede, contraendosi, globuli rossi al torrente sanguigno in risposta a richieste fisiologiche particolari, per esempio un’intensa attività fisica. I soggetti poco allenati che svolgono intensa attività fisica possono avvertire un dolore al fianco sinistro, il cosiddetto «mal di milza». Esso è provocato da uno spasmo della capsula che riveste la milza, che si tende (non è quindi un dolore proprio dell’organo, privo all’interno di terminazioni nervose). Poiché durante l’attività fisica i muscoli hanno bisogno di una maggior quantità di ossigeno, il quale viene trasportato dai globuli rossi, questa «spremitura» della milza ha proprio lo scopo di immettere più sangue e quindi una maggior quantità di globuli rossi. Questo disturbo scompare quando ci si allena con regolarità.

Nella milza si formano vari tipi di globuli bianchi che hanno il compito di difendere l’organismo: essa ha dunque un’importante funzione immunologica, come le ghiandole linfatiche. Questo organo svolge anche funzioni di depurazione del sangue, provvedendo alla distruzione di globuli rossi, bianchi e piastrine invecchiati o danneggiati.

In caso di gravi traumi la milza può subire lesioni importanti rendendo necessaria la sua asportazione. Ma, a parte il caso di bambini molto piccoli, senza milza si può sopravvivere senza grossi problemi.



Il pancreas è una ghiandola di forma allungata situata sotto lo stomaco e in parte all’interno della curva del duodeno (il primo tratto dell’intestino tenue). Ha funzione sia esocrina (i suoi prodotti sono inviati all’esterno) che endocrina (riversa direttamente nel circolo sanguigno i messaggeri chimici, gli ormoni).

L’azione esocrina si esplica soprattutto nella funzione digestiva: il pancreas produce e riversa nel tubo digerente enzimi che servono per trasformare in sostanze via via meno complesse le proteine, gli zuccheri e i grassi. La funzione endocrina consiste nell’immissione nel sangue di due ormoni, l’insulina e il glucagone. L’insulina regola i livelli di glucosio nel sangue. La mancata o insufficiente produzione di questo ormone porta a una particolare forma di diabete.

Per l’attività fisica l’insulina svolge un ruolo fondamentale: essa viene secreta direttamente nel sangue dove preleva il glucosio per portarlo al fegato, e in piccola parte al tessuto muscolare, dove viene utilizzato o trasformato in glicogeno per essere accumulato. Il glucagone ha il compito di scindere il glicogeno in molecole di glucosio e convogliarlo nel circolo ematico.



Il fegato è situato nella parte destra del torace, all’incirca sotto l’ultima costa. È uno dei più grandi organi del corpo. Potrebbe essere paragonato a una fabbrica che controlla tutte le reazioni chimiche fondamentali per la vita ed elimina le sostanze tossiche.

Il fegato compie più di 500 funzioni diverse all’interno dell’organismo. Vediamo le più importanti:

  • interviene nella distruzione dei globuli rossi invecchiati e ne utilizza il ferro;
  • secerne la bile, liquido verde-giallastro amaro che contribuisce alla digestione dei lipìdi;
  • è capace di intervenire nella distruzione delle proteine e nella loro ricostruzione;
  • accumula il glucosio (materiale primo energetico che può essere bruciato in presenza o meno di ossigeno) in eccesso, trasformandolo in una sostanza di riserva più complessa detta glicogeno (la principale forma di accumulo degli zuccheri nell’organismo, la cui molecola è una lunga catena di molecole di glucosio). Il fegato ha dunque una grandissima importanza come accumulatore di zuccheri, che dispensa poi a seconda delle necessità dei tessuti e quindi delle richieste energetiche attingendo alla sua riserva di glicogeno, che scompone nuovamente in glucosio rimettendolo in circolo. Svolge un ruolo fondamentale nel controllo della glicemia (presenza di glucosio nel sangue), aiutato in ciò dal pancreas attraverso la produzione di insulina;
  • svolge un’azione disintossicante nei confronti di alcol, farmaci e altre sostanze tossiche.

Talvolta nel praticare attività fisica si avverte un dolore al fianco destro, riscontrabile anche in individui ben allenati. Si ritiene che questo dolore non sia riconducibile a una qualche patologia epatica, ma piuttosto al superlavoro effettuato dall’organismo durante i movimenti a ritmo accentuato. Il dolore che si manifesta al fianco destro sembra sia originato dal fatto che la parte destra del cuore non pompa sangue come la sinistra; nel fegato si verificherebbe quindi un accumulo di sangue che provocherebbe dolore. Uno dei sistemi per attenuare il dolore è quello di effettuare esercizi di respirazione: molto spesso a un determinato sforzo non corrisponde infatti un’adeguata ventilazione.



La fonte delle sostanze energetiche

Per svolgere tutte le sue funzioni vitali e mantenere il corpo a una temperatura costante l’organismo ha bisogno di energia. Questa energia ci viene fornita dagli alimenti che ingeriamo: perciò diciamo che mangiamo per vivere, perché senza energia non potremmo fare nulla. Gli organi del corpo che ci permettono di incamerare e sfruttare questa energia formano l’apparato digerente. Compito specifico dell’apparato digerente è la scomposizione fisica e chimica degli alimenti. I cibi e i liquidi, una volta introdotti nel corpo, devono essere trasformati in sostanze più «semplici» che possano essere assorbite dall’intestino per poi passare nel sangue e nel sistema linfatico (condotto indipendente dal circolo sanguigno nel quale scorre la linfa) e dunque essere messe in circolazione in tutto l’organismo. Gli organi preposti alla digestione sono il tubo digerente (cavità orale, faringe, esofago, stomaco, intestino) e le ghiandole digestive (ghiandole salivari, gastriche, intestinali, pancreas, fegato). Queste ultime originano i succhi capaci di trasformare chimicamente il cibo.

Possiamo descrivere le varie fasi dell’assunzione in modo schematico come segue:

  • In bocca avviene la masticazione. La saliva imbeve il cibo e lo trasforma in una poltiglia, il bolo alimentare.
  • Un enzima contenuto nella saliva, la ptialina, trasforma l’amido in maltosio (digestione orale).
  • Il bolo alimentare scende attraverso l’esofago per entrare nello stomaco.
  • Nello stomaco entrano in azione i succhi gastrici. Qui avviene la digestione gastrica. La lipasi gastrica trasforma i grassi in acidi grassi e glicerina. La pepsina trasforma le proteine in aminoacidi. Il caglio trasforma il caseinogeno in caseina. Il bolo si trasforma in un liquido lattiginoso detto chimo.
  • Bile (prodotta dal fegato), succo pancreatico e succo enterico vengono rilasciati nel segmento duodenale dell’intestino tenue. Qui emulsionano i grassi presenti nel cibo. Il chimo diventa un liquido detto chilo.
  • Nel digiuno e nell’ileo avviene l’assorbimento delle sostanze nutritive che attraverso i villi passano nel sangue (digestione intestinale). Monosaccaridi e aminoacidi passano nel sangue; acidi grassi e glicerina attraversano i villi intestinali per poi passare ai vasi linfatici. Arrivata all’ileo la maggior parte del chilo è immessa nel sangue.
  • Nell’intestino crasso avviene l’assorbimento di acqua e l’elaborazione delle feci.

Schematicamente nella digestione, che è l’insieme dei processi meccanici e chimici tramite i quali gli alimenti vengono resi assorbibili, si possono distinguere quattro fasi: ingestione, digestione, assorbimento, espulsione. Concentriamo la nostra attenzione sull’assorbimento. In questa fase avviene il passaggio nel sangue e nel condotto linfatico delle molecole ottenute dal processo digestivo, cioè di quelle sostanze derivate dai cibi che, dopo aver attraversato le pareti del tubo digerente, arrivano ai vasi sanguigni e tramite questi raggiungono tutti i punti dell’organismo. L’assorbimento si compie in parte nello stomaco ma soprattutto nell’intestino tenue ad opera dei villi intestinali. Questi sono minuscole protuberanze presenti sulle pareti dell’intestino la cui forma allungata ha lo scopo di assicurare una maggiore superficie di scambio. I villi si comportano come una «carta assorbente» che si inzuppa dei prodotti della digestione. Dopo essere stato assorbito, il nutrimento passa nell’organismo seguendo vie diverse a seconda della differente composizione chimica.

  • I monosaccaridi e gli aminoacidi penetrano nei capillari sanguigni di ogni villo e da qui passano alla vena porta, che li trasporta al fegato, dove saranno trasformati, immagazzinati e distribuiti in tutto il corpo.
  • Gli acidi grassi e la glicerina, formatisi nella digestione dei grassi, attraversano gli stessi villi intestinali e si immettono nel sistema linfatico, dove vengono nuovamente sintetizzati in altri grassi. Di qui gli elementi nutritivi passano nel sangue senza transitare per il fegato. Ciò che rimane delle sostanze non utilizzabili viene trasformato in una poltiglia densa e non digeribile che passa nell’intestino crasso. Questa parte dell’intestino ha, come abbiamo visto, una funzione di pulizia dalle scorie nocive.

L’apparato digerente

Per mantenere il corpo ad una temperatura costante e produrre movimento, l’organismo ha bisogno di assumere sostanze che possono essere trasformate in energia grazie al loro contributo calorico. Questa energia viene fornita dagli alimenti che ingeriamo. Tramite gli organi dell’apparato digerente questi vengono scomposti, il sangue li assorbe nell’intestino, mettendoli in circolazione fino a raggiungere le parti dove si può trasformare l’energia chimica in energia meccanica.

Effetti del movimento sull’apparato digerente L’allenamento porta a una migliore digestione e peristalsi intestinale (cioè movimento della parete dell’intestino), soprattutto se connesso a sane abitudini alimentari. Fra queste rientra l’assunzione costante di liquidi (acqua, tisane, succhi) nell’ordine di 2 litri al giorno. Va ricordato che durante la digestione lo stomaco necessita di sangue per poter svolgere la propria funzione. L’attività fisica intensa svolta durante la digestione priva lo stomaco e l’intestino del sangue necessario, che viene convogliato in periferia. L’apparato digerente può dunque bloccarsi e portare a spiacevoli conseguenze (congestioni, indigestioni). Le sostanze energetiche (dopo essere state scomposte in zuccheri) attraverso la funzione digestiva vengono assimilate e trasportate dal sangue agli organi che le utilizzano; talvolta le sostanze assimilate non sono sufficienti e vengono utilizzate sostanze di riserva. Il grasso sottocutaneo che si trova fra le fibre muscolari viene consumato come materiale energetico soprattutto con l’allenamento aerobico; eliminato il grasso, il muscolo acquista un’altra consistenza, silhouette e vigore, si ipertrofizza, aumentano forza, resistenza, potenza.