La crescita e lo sviluppo dell’apparato scheletrico

Ad ogni periodo della nostra vita corrisponde un diverso sviluppo dell’apparato scheletrico.

  • Fase embrionale: corrisponde alla fase prenatale. Le ossa appaiono poco differenziate e composte da una densa gelatina.
  • Fase cartilaginea: è una fase intermedia, tipica dei neonati, nella quale l’osso non ha ancora una consistenza definitiva. Ecco perché i neonati quando cadono in genere si fanno meno male rispetto a un adulto. Ad essa segue una prima fase di ossificazione.
  • Fase ossea: è la fase dell’ossificazione, lo stadio definitivo, in cui l’osso acquista compattezza e durezza. A questo stadio si arriva dopo un intenso lavoro dei centri di ossificazione. Questo processo riguarda tutto l’osso, che cresce velocemente in lunghezza e larghezza. In particolare nelle ossa lunghe i centri di accrescimento sono tre, uno ad ogni estremità (epifisi) e l’altro nel punto centrale (diafisi), come puoi vedere dalle figure. Nell’età giovanile la quantità di osseina è maggiore di quella dei sali minerali: per questa ragione le ossa sono molto flessibili e resistenti all’urto. Ma particolare attenzione si dovrà fare per non deformare l’ossatura sotto carichi esagerati o con la permanenza prolungata in posizioni scorrette. Nell’età adulta invece predominano i sali minerali; per questo le ossa sono meno flessibili e meno resistenti. Con l’aumento dei sali minerali aumenta il peso delle ossa. Infatti i ragazzi hanno un galleggiamento notevolmente migliore degli adulti negli sport d’acqua, dovuto in particolare alla leggerezza della loro ossatura.



Nell’età giovanile la quantità di osseina è maggiore di quella dei sali minerali: per questa ragione le ossa sono molto flessibili e resistenti all’urto. Ma particolare attenzione si dovrà fare per non deformare l’ossatura sotto carichi esagerati o con la permanenza prolungata in posizioni scorrette. Nell’età adulta invece predominano i sali minerali; per questo le ossa sono meno flessibili e meno resistenti. Con l’aumento dei sali minerali aumenta il peso delle ossa. Infatti i ragazzi hanno un galleggiamento notevolmente migliore degli adulti negli sport d’acqua, dovuto in particolare alla leggerezza della loro ossatura.

Bipedi: un grosso vantaggio se… in equilibrio

L’andatura bipede, ossia l’abitudine dell’uomo di camminare eretto sugli arti inferiori, rappresentò un fatto decisivo per l’evoluzione degli ominidi. Oltre a permettere ai nostri antenati di esplorare meglio il paesaggio con lo sguardo, di scorgere eventuali pericoli, di avvistare le prede, l’andatura sugli arti inferiori diede loro la possibilità di usare le mani, che non erano più impegnate nella deambulazione. Con le mani essi potevano afferrare le pietre, scagliarle, raccogliere cibo, costruire oggetti ecc. La posizione eretta è resa possibile dalla particolare conformazione della struttura scheletrica, articolare e muscolare dell’uomo. Possiamo schematicamente raffigurare tale la struttura (che permette all’uomo la locomozione mantenendo l’equilibrio nelle situazioni diverse) quasi come un cilindro, che va dalla linea delle spalle, con il centro alla base del cranio, alla base superiore del bacino. Su di esso si inseriscono nella parte alta gli arti superiori, un sistema di leve rappresentato dal cingolo scapolo-omerale; nella parte bassa la struttura poggia sul bacino, da cui partono gli arti inferiori. Un sistema siffatto va sostenuto dalla muscolatura, la quale può essere a sua volta schematizzata come un sistema di tiranti disposti in maniera opportuna. La colonna vertebrale stessa si sviluppa verticalmente dalla base del cranio al centro del bacino (sinfisi pubica), sull’asse longitudinale del busto, dividendo in due parti perfettamente simmetriche tutte le strutture ossee, muscolari e legamentose che compongono il busto e lo sorreggono, così che la parte destra è speculare alla sinistra. In tal modo la colonna vertebrale si sostiene alla stessa maniera dell’albero di un veliero.