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Lo squash

Dalle prigioni inglesi in cui era nato sul finire del Settecento (non per caso il primo campione del mondo fu un detenuto), in poco tempo questo sport si diffuse al di fuori delle carceri per essere praticato anche dalle classi più rispettabili. In Italia lo squash arriva negli anni settanta, al seguito dei film americani che lo presentano come passatempo preferito di manager, attori e personaggi famosi. In breve diventa un modo divertente per tenersi in forma adatto a tutti, perfino ai bambini, ai quali piace molto. È uno sport facile da apprendere e bastano poche lezioni per essere in grado di giocare.

Si pratica sia a livello amatoriale che agonistico; a livello sportivo le competizioni vengono organizzate dalla Federazione italiana gioco squash. Il campo da gioco è lungo 9,75 m e largo 6,40, ha il pavimento in parquet ed è delimitato da pareti preferibilmente in muratura. I giocatori colpiscono alternatamente la pallina con la racchetta rinviandola contro una delle pareti in modo da mettere in difficoltà la ricezione dell’avversario. Si fa punto se l’avversario fa rimbalzare a terra la pallina più di una volta.

Il gioco è codificato da regole precise. La palla deve essere indirizzata nello spazio ricavato tra due linee disegnate sulla parete frontale, la battuta va effettuata in una piccola area del campo e non si può ostacolare l’avversario nel tentativo di ribattere. La partita si disputa su 3 games ai 9 punti. La pallina può essere inviata verso la parete stabilita direttamente oppure facendola rimbalzare sulle altre pareti così da farle assumere rimbalzi imprevedibili. Dovendo giocare con un avversario su spazi ridotti, per ragioni di sicurezza è molto importante non trovarsi sul tragitto della sua racchetta o sulla traiettoria dei suoi spostamenti. Mai porsi troppo vicino alle spalle dell’avversario. È assai pericoloso. Ogni volta che si ha il dubbio di poter colpire l’avversario con la racchetta o con la palla, oppure ogni volta che l’accesso alla palla risulta impedito, si blocca il gioco, chiamando let, e si serve un’altra palla.

Dopo lo scambio è importante posizionarsi al centro del campo, contrassegnato dalle linee di congiunzione della metà campo che disegnano una ideale T. Questa posizione permette di essere equidistanti dagli angoli più lontani del campo, dove l’avversario cercherà di mandare la pallina. Quando si esegue la battuta bisogna mantenere per regolamento almeno un piede dentro il box di servizio (un quadrato con il lato di 1,6 metri). La pallina dev’essere indirizzata contro la parete tra la linea mediana e quella alta di fuori campo. Salvo che non venga presa al volo, la pallina deve ricadere sul pavimento nel quarto posteriore opposto a quello del battitore. L’impugnatura della racchetta è simile a quella del tennis. I fondamentali per colpire la pallina sono, come nel tennis, il diritto e il rovescio. Le attrezzature da utilizzare nello squash devono essere adeguate al livello del gioco. La racchetta è di lunghezza complessivamente uguale a quella del tennis, ha un piatto più piccolo e un manico più sottile. Va comprata appositamente ed è sconsigliato riciclare la vecchia racchetta da tennis, perché le esigenze di gioco sono diverse. Le racchette in commercio sono di vari materiali: alluminio, grafite o magnesio. In genere la racchetta più facile, perciò adatta a un principiante, è più flessibile mentre i più esperti usano una racchetta più rigida perché consente tiri più precisi. Inoltre l’accordatura, soprattutto per chi inizia, non deve essere troppo tesa. Anche la pallina è diversa rispetto a quella da tennis. Nelle palle da squash il rimbalzo è fondamentale. Un puntino blu contraddistingue le palline adatte ai principianti, uno rosso quelle per giocatori di media abilità e uno giallo quelle per il livello superiore. Il doppio punto giallo, infine, è riservato ai giocatori più esperti. Per ragioni di sicurezza è opportuno l’uso di occhiali protettivi.