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Salto in lungo

Il salto in lungo fa parte dei salti di estensione (come il salto triplo) e richiede doti di velocità, equilibrio, coordinazione e grande forza. Perché un salto risulti valido, lo stacco deve essere eseguito non oltre la zona prestabilita, delimitata dall’asse di battuta larga 20 cm. L’asse di battuta è seguita da una striscia di 10 cm di plastilina che lì’atleta non deve assolutamente toccare al momento dello stacco: anche la minima impronta del piede su di essa determina l’annullamento del salto.

In una gara di salto in lungo ogni saltatore ha diritto a 3 prove. I migliori 8 saltatori avranno diritto ad altre 3 prove supplementari. Il miglior salto in assoluto designerà il vincitore. I salti vengono misurati dal margine anteriore dell’asse di battuta all’impronta posteriore lasciata da una qualsiasi parte del corpo dell’atleta sulla sabbia presente nella fossa di ricaduta.

Anche l’esecuzione del salto in lungo si divide in quattro fasi: rincorsa, stacco, volo e atterraggio. Lo scopo della rincorsa è quello di raggiungere la massima velocità controllabile per effettuare uno stacco, la cui esecuzione ottimale non ci farà perdere velocità consentendo, al contempo, un'elevazione del baricentro. Una buona fase di volo è quella che ci consente di mantenere l'equilibrio e di preparare l'atterraggio, che a sua volta ha lo scopo di arrivare il più lontano possibile senza cadere all'indietro.

Durante la corsa il busto deve essere mantenuto naturalmente eretto e le ginocchia molto alte. Lo stacco deve coinvolgere la totalità del corpo in contemporanea, agevolandolo con una buona apertura tra le due cosce e l'angolo del ginocchio, il piede poggia su tutta la superficie, spingendo verso il basso. I movimenti compiuti durante la fase di volo possono variare in funzione dell'atleta: si può assistere al volo "veleggiato", "a raccolta" o con "passi in aria". Quando i piedi toccano la sabbia, le ginocchia si piegano, ed il busto passa sopra le orme lasciate dai piedi.