Il mal di schiena è una condizione fastidiosa che, secondo alcune indagini, interessa quattro persone su cinque nel corso della vita e colpisce circa l’80% della popolazione adulta: sedentari, lavoratori, giovani, anziani, spesso anche sportivi. Per questo è importante conoscerne le cause e sapere come si può prevenire. Si può trattare di un semplice fastidio che riguarda la muscolatura che circonda la colonna vertebrale, provocato da una posizione scorretta, da un movimento errato o da un colpo d’aria, oppure può essere il sintomo di un problema più serio, come un’ernia del disco. Noi prenderemo in considerazione solo il mal di schiena che nasce da posizioni viziate o da movimenti eseguiti in maniera scorretta.
Nel corso della giornata sono tanti gli atteggiamenti e i movimenti che, se mantenuti per lungo tempo o eseguiti ripetutamente in maniera scorretta, possono causare alterazioni alla colonna vertebrale che degenerano in fastidiosi doloretti. Cominciamo a fare alcune considerazioni sulla posizione seduta. È stato stimato che nell’arco dell’intera esistenza passiamo il 30-40% del tempo seduti. Questa posizione, se errata, ha effetti negativi non solo sulla colonna vertebrale ma anche sull’apparato circolatorio, su quello respiratorio e sugli organi interni. Raramente sedie, divani, poltrone vengono concepiti con l’idea di salvaguardare il rachide e sostenerlo nelle varie curve fisiologiche e quanto più si «sprofonda» in poltrona, tanto più la colonna vertebrale viene posta in stato di sofferenza. Dobbiamo quindi prestare particolare attenzione al modo in cui ci sediamo per studiare, lavorare, scrivere, persino quando ci rilassiamo. La spalliera della sedia deve essere perpendicolare al piano di seduta per scaricare totalmente il peso senza che questo gravi sulla colonna vertebrale e la sedia dovrebbe essere provvista di braccioli perché, sostenendo gli avambracci, permettono di allentare il carico sulle spalle.
Chi è costretto a passare molte ore alla guida di un automezzo, e quindi è obbligato a mantenere a lungo una posizione innaturale, può accusare dolori e limitazioni funzionali al rachide per le continue sollecitazioni cui viene sottoposto. Inoltre le frenate, i sobbalzi, le traslocazioni veloci e improvvise di tutto il corpo spesso ne sono cause degenerative.

