Alcol: attenzione a non abusarne!

In Italia è presente una tradizione, che si perde nel tempo, di produzione e consumo di alcol. Tuttavia, gravi problemi insorgono quando se ne fa un uso smodato ed esagerato senza riflettere che può far male. Sena contare che, se viene miscelato con farmaci o sostanze stupefacenti, può addirittura essere mortale.
Se si esagera con i bicchieri, la pressione del sangue si modifica, i riflessi sono più lenti, sorgono problemi digestivi e si possono scatenare fenomeni di aggressività difficili da tenere sotto controllo. L’alcol può dare dipendenza e ciò può succedere molto più velocemente di quanto si pensi, anche perché ci si può abituare in fretta a bere di più ingannandosi di riuscire a sopportare senza problemi anche grandi quantità di alcol. Ne consegue, nel tempo, un progressivo deterioramento della condizione fisica, con danni al fegato (epatiti, cirrosi, ulcere), seri rischi di malattie cardiache, inconvenienti al sistema nervoso.
L’alcol può creare dipendenza. Se si smette di bere all’improvviso, possono insorgere, per crisi d’astinenza, insonnia, nervosismo, sudore, calo di appetito, tremori, convulsioni, allucinazioni, aritmie cardiache e qualche volta si arriva alla morte. Particolare attenzione devono prestarla i giovani, il cui consumo di alcol è in vertiginosa ascesa. Le bevande preferite risultano essere la birra e gli alcopop. Questi ultimi sono bibite gassate, coloratissime e perciò molto accattivanti, con una percentuale alcolica dal 5% al 7%. Nelle fasce di età superiore, ma ancora nell’età scolare, l’abuso di alcol fuori pasto e le «happy hours» incrementano enormemente il rischio di ricorso dei giovani al Pronto Soccorso.
Un rituale oggi di gran moda fra i ragazzi è il binge drinking, che consiste nel ricercare velocemente lo «sballo» ingurgitando in poco tempo 5 o 6 bicchieri di differenti alcolici, come vodka, whisky, tequila, gin ecc. (e quindi non soltanto a bassa gradazione). Secondo alcuni dati raccolti dal Ministero della Salute, il 74% dei giovani beve il sabato sera e, di questi, il 20% si ubriaca il fine settimana. Questi comportamenti risultano spesso la causa di incidenti terribili che portano alla morte molti giovani. Il piacere puro e semplice di procurarsi uno «sballo», il gusto di andare contro le regole e, come già detto, il desiderio di sentirsi facenti parte di un gruppo sembrano le motivazioni che li spingono ad adottare questi comportamenti suicidi. A questo si aggiungano anche l’abbandono del modello mediterraneo, secondo il quale il consumo di modiche quantità di alcol avviene solo durante i pasti, o il proliferare di «happy hours» e di discoteche, dove il consumo di alcol è doveroso e, infine, anche tante pubblicità e fiction seguite dal pubblico giovanile, dove fumo e alcol sono associati a immagini di successo e di convivialità.
Legislazione in tema di alcol
Per i minorenni il tasso alcolemico deve essere pari a 0, se trovati con il tasso alcolemico tra 0 e 1,5 non possono conseguire la patente B fino a 19 anni, addirittura sino a 21 se il tasso è maggiore di 1,5 g/l. Lo stesso vale per i conducenti in età compresa tra 18 e 21 anni e per i neopatentati (per i primi 3 anni), che devono presentare ai controlli un tasso alcolemico pari a 0.

I conducenti non possono evitare di sottoporsi all’alcol test; è considerato reato con conseguente arresto, sospensione della patente, ammenda e fermo del veicolo. Gli effetti negativi dell'alcol sulla guida sono ben noti. Esso agisce su diverse funzioni cerebrali (percezione, attenzione, elaborazione, valutazione ecc.), con effetti diversi e strettamente correlati alla quantità di alcol presente nel sangue, cioè al tasso alcolemico.
I primi effetti negativi si cominciano a riscontrare già con valori di 0,2 g/litro, ad esempio nella capacità di suddividere l'attenzione tra due o più fonti di informazioni e nell'interazione con la stanchezza. Quanto si può bere prima di raggiungere i valori sopra indicati e prima di risentire effetti negativi? La risposta non è semplice, perché tutto dipende dal meccanismo di diffusione dell'alcol, dal contenuto di alcol delle bevande, dal modo in cui l'alcol viene bevuto, dal sesso e dall'età del soggetto, dalla sua abitudine a bere alcolici.
Oltre ai valori dell'alcolemia massima, dunque, entra in gioco la diversa sensibilità delle persone a quei valori, e soprattutto alla velocità con la quale essi aumentano. Le alterazioni nelle funzioni psichiche e sensoriali, rilevanti per la guida, possono infatti innescarsi a valori diversi da quelli standard: ci sono persone che si ubriacano più facilmente di altre, e non sempre questa variabilità di reazioni dipende dall'abitudine o dall'assuefazione all'uso di alcolici; anzi spesso sono soggetti che abusano di alcol quelli che per primi e più intensamente ne subiscono gli effetti negativi.
Pertanto, visto che gli effetti negativi per la guida sono presenti anche con valori alcolemici bassi, vale la regola fondamentale: se guidi, non bevi. Bere e guidare non indica forza fisica, carattere, capacità di resistenza; indica solo presunzione sulle proprie capacità e scarso rispetto per chi viaggia con chi guida avendo bevuto o gli affida i propri beni. Se avete bevuto e dovete guidare, fatevi sostituire da altri alla guida, poiché gli effetti dell'alcol si fanno sentire anche dopo ore. La normativa attuale italiana stabilisce come valore limite legale il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro: guidare un veicolo oltre questo limite - e quindi in stato di ebbrezza - costituisce un reato, punito, oltre che con la perdita di 10 punti della patente, con le severe sanzioni previste dagli articoli 186 e 186 bis del Codice della Strada.
Esiste una soglia di sicurezza nel consumo di alcol?
L’etanolo è una sostanza estranea al nostro organismo e, come abbiamo visto, per molti aspetti tossica. Il corpo è in grado di tollerarne senza evidenti danni solo piccole quantità. Tuttavia gli studi rivolti a identificare una dose di alcol giornaliera presumibilmente priva di effetti lesivi hanno dimostrato una sostanziale imprevedibilità delle conseguenze dell’alcol sull’organismo. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità non parla più di «bere adeguato», essendo praticamente impossibile riuscire ad individuare con certezza una soglia limite al di sotto della quale si possa affermare che l’assunzione di alcol è priva di effetti dannosi.
L’imprevedibilità degli effetti dell’alcol sull’organismo è dovuta a molteplici fattori:
In sintesi non è possibile identificare una soglia di sicurezza individuale di assunzione di bevande alcoliche. Pertanto è più adeguato parlare di quantità a basso rischio, evidenziando in tal modo che il rischio esiste a qualunque livello di consumo e aumenta progressivamente con l’incremento della quantità di bevande alcoliche consumate. Anche un singolo episodio di consumo può trasformare una situazione «tranquilla», per esempio una serata in pizzeria, in un contesto a rischio se si è assunto alcol e si deve tornare a casa in motorino o in macchina con amici che hanno bevuto «un po’». Conseguenze spiacevoli se non addirittura gravi possono verificarsi quando si abbinano alcol (anche se consumato con moderazione) e attività sessuale: un allentamento dell’attenzione, una perdita di autocontrollo espongono al rischio di contrarre malattie a trasmissione sessuale e infezioni e a gravidanze indesiderate.
L’alcol e lo sport

Riteniamo opportuno, in questa sede, sottolineare ancora una volta il ruolo negativo esercitato dalle bevande alcoliche nella dieta di chi pratica sport. Infatti l’alcol:
Inoltre l’alcol, per il suo alto contenuto calorico, può incidere fortemente sul peso corporeo, rendendo difficile il mantenimento di quel «peso forma» così importante ai fini di una prestazione fisica ottimale. Infine, l’assunzione di alcol prima di una competizione o di una prestazione fisica molto intensa può far sentire l’atleta «a corto di energie», incidendo negativamente sulla potenza muscolare.