
Secondo recenti ricerche condotte in Italia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono sempre più numerosi i ragazzi che cominciano a fumare prima dei 15 anni, forse perché accendersi la sigaretta è un gesto di audacia, di coraggio, di sfida, che dà l’illusione di essere grandi e non più bambini. Fra le motivazioni vi sono anche la curiosità, la spinta a emulare gli altri, la sensazione di partecipare a un rito e favorire così il proprio inserimento sociale, un modo per mascherare l’insicurezza.
Eppure, tutti (grandi e piccoli) sanno che fumare fa male: non si può fingere di non saperlo o di non capirlo. Il fumo è responsabile del 90% delle morti di tumore polmonare, cardiopatie ischemiche, enfi sema, bronchiti croniche; inoltre, causa il 25% delle morti per malattie cardiache. Chi comincia a fumare da ragazzino ha una elevata probabilità di contrarre un tumore e di morire intorno a 40/50 anni. Fra i composti dannosi per la salute inalati con il fumo vi sono soprattutto la nicotina, il monossido di carbonio e il catrame. Altre sostanze nocive contenute nella sigaretta sono i derivati di arsenico, cadmio e nichel (e altri metalli in tracce), gli idrocarburi policiclici aromatici.
La nicotina è un liquido oleoso, incolore, dal sapore bruciante, che imbrunisce l’aria ed è presente nelle foglie di tabacco in una percentuale che va dal 2% all’8%. È la principale responsabile della «dipendenza» fisica dal fumo, ossia della sensazione di necessità assoluta di fumare: il livello di dipendenza è strettamente correlato alla quantità e al tipo di sigarette fumate. Provoca inoltre tolleranza, cioè la disposizione «ad aumentare la dose», ossia il numero di sigarette quotidiano.

La nicotina viene assimilata attraverso le mucose dell’apparato respiratorio e i polmoni. Arriva al sangue molto rapidamente provocando l’innalzamento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e restringendo i vasi sanguigni, tanto da essere considerata un importante elemento di predisposizione all’infarto. Questi effetti sono tanto più evidenti in chi pratica attività fisica: infatti la maggiore richiesta di ossigeno da parte del sistema muscolare mette in particolare affaticamento il cuore, costretto ad aumentare le pulsazioni per la presenza di nicotina. Il monossido di carbonio è un gas rilasciato dalla combustione del tabacco; la sua concentrazione dipende dal tipo di tabacco di cui è composta la sigaretta e dal modo in cui viene aspirato.
L’ossido di carbonio si lega con l’emoglobina dando vita alla carbossiemoglobina, un composto molto stabile che ostacola la formazione della ossiemoglobina (che è la forma nella quale l’ossigeno viene trasportato dal sangue nei vari tessuti), fondamentale per l’atto respiratorio. Si determina così uno scompenso pericoloso fra richiesta di ossigeno e disponibilità, che può provocare serie malattie cardiovascolari. L’ossido di carbonio e la nicotina accelerano la formazione di placche aterosclerotiche che si depositano dentro i vasi sanguigni, aumentando il rischio di infarto e di ictus; la restrizione dei vasi sanguigni causa problemi circolatori.
Il catrame si forma quando il fumo, raffreddandosi e condensandosi, si raccoglie nei polmoni; le sostanze che lo costituiscono possono provocare il tumore. Il catrame la cui riduzione è legata all’uso dei filtri, si condensa nell’ultima parte della sigaretta, quella più vicina alle labbra, facendo diventare le ultime boccate più pericolose. Il fumatore, pur riducendo la quantità di sigarette, può continuare ad acquisirne alte dosi aspirando più a lungo e/o fumando ogni sigaretta fino in fondo.
Ci vuole molta forza di volontà, ma smettere è possibile
«Il fumatore è vittima di un meccanismo soffocante: è colpito da una intossicazione complessa che unisce la dipendenza fisica, psicologica e sociale. Col trascorrere del tempo, fumare si trasforma in un’azione ripetitiva, un’abitudine».
Quando i fumatori iniziano a prendere in seria considerazione la necessità di smettere, si chiedono quale sia il metodo migliore per farlo. In realtà non c’è «il migliore» metodo per smettere, ma esistono vari metodi, che sono più o meno indicati a seconda del tipo di fumatore; è chiaro che tanto più sono grandi la voglia di smettere e la motivazione, quanto maggiori saranno le percentuali di successo. Alcuni fumatori smettono da soli, altri con l’aiuto di amici, altri ancora con quello del gruppo; molti, per farlo, hanno bisogno di applicare un determinato sistema. Vediamo alcuni di questi metodi.

Metodo di auto-apprendimento Sono presenti sul mercato testi, guide, dvd, siti web che offrono suggerimenti su come smettere di fumare da soli. I metodi di auto-apprendimento aiutano a considerare attività alternative al fumo, insegnano a resistere alle tentazioni, contenere l’aumento del peso, fissare la data in cui smettere, diminuire lo stress, limitare il numero delle sigarette, affrontare le eventuali ricadute dopo aver smesso. I programmi di auto-aiuto sono accattivanti per molti fumatori, perché offrono discrezione e flessibilità, ma la loro efficacia è relativamente bassa e meno sicura rispetto ai programmi individuali e di gruppo.
Approccio di gruppo Questo metodo è usato da chi ha bisogno dell’aiuto dei propri simili per smettere di fumare. Nel gruppo, infatti, si crea un ambiente di supporto-sostegno reciproco che funziona nei momenti di particolare difficoltà. La percentuale di coloro che smettono di fumare con questo sistema è discretamente alta; esso richiede però una certa disponibilità di denaro e di tempo per partecipare al programma.
Suggerimenti del medico Nel tentativo di smettere di fumare il medico può giocare un ruolo molto importante. Egli dispone infatti del quadro clinico preciso del suo paziente e può dargli valide ragioni per cui smettere (per esempio può sottoporlo a semplici test sul respiro e sulla funzionalità cardiaca, attraverso i quali è possibile identificare il rischio del fumo sulla salute); inoltre può offrire un supporto per la verifica. Potrà anche indicare l’uso del chewing-gum o del cerotto alla nicotina (vedi sotto). Un intervento individuale così concepito risulta molto efficace, sia sotto forma di consulenza che di intervento psico-sociale.
Terapia sostitutiva con nicotina: cerotto e chewing-gum La metodologia dei farmaci ha il fine di limitare la sintomatologia dovuta a dipendenza fisica. La terapia sostitutiva con nicotina viene prescritta dal medico in maniera personalizzata: egli infatti si basa sulla quantità di sigarette fumate giornalmente, l’anno in cui il paziente ha iniziato a fumare, il grado di dipendenza ecc. Il cerotto collocato sul corpo e il chewing-gum masticato rilasciano costantemente nicotina che, penetrando nell’organismo, aiuta a far calare il desiderio della sigaretta e riduce altri sintomi dell’astinenza. Risultati positivi si ottengono soprattutto se i cerotti sono usati in concomitanza con il supporto medico o psicologico. Il cerotto (così come il chewing-gum) è sconsigliato alle donne in gravidanza o che allattano e in presenza di gravi malattie cardiache.
Metodi di condizionamento (stimolazione avversiva) Per capire come funziona questo metodo facciamo un esempio alimentare. Immaginiamo di andare una sera al ristorante e di intossicarci con il cibo. Anche dopo essere guariti, ogni volta che ripasseremo da quel ristorante ci sentiremo di nuovo male, così da essere condizionati a sentirci male ogni volta che vedremo quel locale. Lo scopo è dunque quello di creare una situazione completamente spiacevole e, nel caso in questione, applicarla al fumo.
Fumare rapidamente e in sovraesposizione sono i due più comuni metodi di condizionamento usati per aiutare i fumatori a smettere. Nel primo si aspira rapidamente e in modo continuo dalla sigaretta per tutta la sua lunghezza, nel secondo si fuma due o tre volte il numero di sigarette che si fumerebbe normalmente. Un altro metodo è il contenimento del fumo: il fumatore deve trattenere il fumo per 30 secondi in bocca, così che la respirazione avvenga solo dal naso. Contemporaneamente il suo pensiero si deve concentrare sugli effetti negativi collegati al fumo. A causa dei rischi di queste metodologie è indispensabile la presenza del medico.
Ipnosi L’ipnosi-terapia ha lo scopo di cambiare gli atteggiamenti sul fumo per aiutare a smettere. Durante la seduta di ipnosi il terapista fornisce suggerimenti che possono essere: associazioni mnemoniche che aiutano a rilassarsi quando si avverte la smania di fumare, a sentirsi bene nelle situazioni in cui non si può fumare e a sentirsi male quando si cede alla tentazione ecc. Se l’ipnosi funziona, queste indicazioni rimarranno nella mente anche dopo la seduta ipnotica, aiutando a non fumare nel periodo successivo. Limitate sono le possibilità di smettere in un’unica seduta, ma aumentano se si effettuano più sedute individuali o di gruppo. È da tener presente che questo è un metodo dispendioso economicamente e impegnativo a livello di tempo.
Agopuntura L’agopuntura è un antico metodo terapeutico cinese basato sul presupposto che lungo determinati canali presenti sulla superficie del corpo fluisce un’energia vitale. A questi canali corrispondono i principali organi e le più importanti funzioni dell’organismo. Lungo di essi si trovano migliaia di aree specifiche, denominate punti, sui quali interviene il terapeuta. Nelle orecchie, nel naso, nei polsi vi sarebbero aree associate al desiderio di fumare. Il trattamento dell’agopuntura consiste nell’inserire aghi nella pelle vicino alle terminazioni nervose in corrispondenza di queste aree. È una procedura relativamente indolore. Le possibilità di smettere di fumare con l’agopuntura aumentano se si ripete spesso il trattamento, pur con un evidente incremento di spesa. Un’alternativa a questo metodo è l’applicazione, sul bordo esterno dell’orecchio, di una graffetta dorata che, tenuta per un mese, porterebbe a smettere di fumare senza ripercussioni negative.
Cliniche e programmi residenziali Non sono ancora molto conosciuti nel nostro paese, ma alcuni ospedali e case di cura mettono a disposizione programmi residenziali per cessare di fumare. Con questi metodi si vive presso la clinica per alcuni giorni o una settimana, lavorando su se stessi e con gli altri per smettere di fumare; rimane la difficoltà, una volta rientrati nel proprio ambiente, di resistere alle situazioni che in passato inducevano a fumare. I costi per effettuare questi programmi sono alti così come notevole è l’impegno di tempo.
Il fumo: alcuni luoghi comuni da sfatare
La legislazione in materia di tabacco
Il 10 gennaio 2005 è entrata in vigore in Italia la più importante innovazione legislativa in materia di tabacco, costituita dall’art. 51 della legge n. 3/2003 relativa al divieto di fumo nei locali pubblici. Secondo un’indagine voluta dall’Istituto superiore di sanità, nella popolazione adulta nel 2005 si è registrata una flessione del numero dei fumatori del 2,56%. E, secondo i dati della Federazione italiana tabacchi, dopo l’entrata in vigore della legge che vieta il fumo nei locali pubblici vi è stato un calo delle vendite del tabacco del 15%. La legge potrebbe dunque essere decisiva nel diminuire l’incidenza dei danni da tabagismo.
Vediamo nel dettaglio alcuni punti di questa legge.
Il comma 1 dell’art. 51 stabilisce che «è vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di: a) quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico; b) quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati». Dunque il divieto di fumo si applica a tutti i locali privati aperti ad utenti e al pubblico. Rispetto alle leggi precedenti, il divieto è stato ampliato anche ai cosiddetti esercizi pubblici quali bar, ristoranti, pizzerie ecc. Il comma 2 dispone l’obbligo, per i locali riservati ai fumatori, di dotarsi «di impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria regolarmente funzionanti». Se il locale non risponde, anche temporaneamente, a tutte le caratteristiche tecniche, è da ritenersi non idoneo e il suo gestore è passibile di sanzioni pecuniarie.
Il comma 3 prevede poi che, in ogni caso, negli esercizi di ristorazione debbano essere riservati ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente rispetto alla superficie complessiva di uso al pubblico dell’esercizio.