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La velocità (o rapidità) come qualità fisica è la capacità di organizzare un gesto motorio nel minor tempo possibile. Si considerano pertanto espressioni di velocità solo quelle che hanno tempi d’ azione relativamente brevi (meccanismo anaerobico – alattacido) e che non provocano affaticamento (produzione di acido lattico). Tale qualità fisica è condizionata soprattutto dalla funzionalità e dall’efficienza del sistema nervoso e di quello muscolare.
Velocità di reazione motoria del sistema nervoso
È il tempo che intercorre tra lo stimolo e la reazione cinetica. Infatti lo stimolo percorre queste tappe:
Il tempo globale in cui avverranno tali processi dipenderà dalla funzionalità di ogni parte del sistema nervoso centrale; a tale proposito, ovviamente, acquisteranno una certa importanza le predisposizioni genetiche, che comunque verranno sfruttate appieno solo se continuamente sollecitate (allenamento). Il tempo di reazione del sistema nervoso diminuisce con l’aumentare dell’età e raggiunge la sua migliore espressione di efficienza tra i 18 e i 25 anni di età. È inoltre quasi identico nei due sessi (forse leggermente inferiore per i maschi).
Velocità di contrazione del sistema muscolare
Dipende dalla costituzione biochimica del muscolo scheletrico, in particolare dalla quantità di materiale energetico di pronto impiego che il muscolo ha a sua disposizione, e talvolta dal tipo e dalla quantità delle innervazioni di cui è dotato. Le fibre muscolari che posseggono tali requisiti vengono definite comunemente fibre bianche. Tali predisposizioni al lavoro veloce sono indubbiamente di natura costituzionale, perciò difficilmente raggiungibili mediante l’allenamento. La velocità delle espressioni motorie non dipende solo da questi fattori costituzionali, ma anche dalla coordinazione neuromuscolare e dalla mobilità articolare; inoltre è in stretto rapporto con le possibilità potenziali della forza muscolare (forza veloce).
Più attenti per arrivare prima
Ecco alcuni utili consigli che riguardano la velocità:
Alleniamo la velocità

La velocità comincia a svilupparsi molto presto, tra 1 e 6 anni: in questo periodo si migliora gradatamente la velocità di reazione (per esempio il numero di passi al secondo). Tra i 9 e gli 11 anni la velocità e la capacità condizionale che più si manifesta nelle espressioni motorie ed essendo direttamente collegata ai parametri di forza veloce ha il suo massimo sviluppo tra i 13 e i 15 anni. Il periodo migliore per sviluppare la velocità è dunque quello che precede la pubertà, in cui sembra sia possibile trasformare almeno una minima parte delle fibre lente in fibre veloci, incrementando sia pure di poco le prestazioni veloci. Inoltre l’allenamento, anche se può non migliorare i fattori genetici e costituzionali, permette di accrescere a livello muscolare le riserve energetiche a pronto impiego (fosfati). Un atleta allenato ha nei muscoli riserve di fosfati che gli permettono di compiere degli sforzi di 9-10 secondi, mentre un soggetto non allenato esaurisce le sue riserve dopo circa 5-6 secondi.
Abbiamo visto che la velocità è una capacità complessa che dipende da altre qualità motorie (forza, resistenza, mobilità). Dunque se si allenano queste ultime si allena indirettamente anche la velocità. Tutti gli esercizi provati e riprovati in allenamento oltre a migliorare la tecnica del gesto abituano a sviluppare la capacità di concentrazione, a darsi delle motivazioni e in generale a consolidare la coordinazione di ogni gesto, che rende più efficaci e meno dispendiosi i movimenti. L’allenamento specifico alla velocità deve comprendere l’esecuzione di esercizi brevi (8-10 secondi) alla massima velocità con recupero lungo (4-5 minuti), deve proporre situazioni e gesti che si verificano nelle gare di velocità e deve mirare a migliorare e sviluppare la capacità di reazione, la capacità di forza rapida, la capacità di resistenza alla velocità, la rapidità di spostamento, essenziale nelle gare, nei giochi, nello sport. Concludendo, più che con esercizi o metodi di allenamento specifico la velocità si sviluppa eseguendo quei gesti rapidi che fanno parte di qualsiasi gioco. Il gioco è dunque di per sé un ottimo allenamento.
Esercizi di rapidità
Giochiamo con la velocità
Caccia allo scalpo. I giocatori lasciano pendere un fazzoletto dai pantaloncini. Correndo in uno spazio delimitato, ognuno cerca di togliere il fazzoletto degli altri. Vince chi, dopo un tempo stabilito, è riuscito a prendere più fazzoletti.

Gara in parallelo a ostacoli. Predisporre su due percorsi paralleli alcuni ostacoli. A due a due i ragazzi si sfidano a «chi arriva primo».

Ruba bandiera. I ragazzi si dividono in due squadre e si dispongono su due file parallele. A seconda della posizione della fila ognuno è contrassegnato da un numero e i ragazzi delle due squadre che sono nella stessa posizione hanno lo stesso numero. L’insegnante è nel mezzo e tiene in mano la bandiera. Di volta in volta chiama i numeri corrispondenti ai ragazzi i quali scattano e cercano di afferrare la bandiera. Vince la squadra che prende la bandiera più volte.
Comanda color… Si gioca a squadre. Ogni squadra ha un colore. I ragazzi si spostano liberamente per la palestra. Quando l’insegnante chiama un colore, i componenti di questo colore cercano di afferrare gli altri che, presi, si siedono a terra. Dopo un tempo stabilito si contano i «prigionieri» fatti da ciascuna squadra.
Palla che brucia. Si fronteggiano due squadre, separate dalla rete di pallavolo. Ciascuna squadra ha sulla propria metà campo dieci palloni. Al via dell’insegnante le due squadre cercano di liberare il proprio campo dal maggior numero di palloni possibile e li gettano sul terreno dell’avversario. Vince la squadra che, al segnale dell’insegnante, ha messo palloni sul proprio campo.

Gare di velocità e staffetta. Organizzare gare di velocità su 20, 30 e 60 metri e di staffetta in cui squadre di 4 componenti si sfidano su percorsi (andata e ritorno) prima rettilinei e poi circolari.

Palla granchio. Si gioca su un campo di 5-6 x 12-15 m. I giocatori devono calciare la palla nella porta dell’altra squadra (un plinto o la parete di fondo della palestra) spostandosi da seduti con appoggio su mani e piedi. Ogni squadra è composta da pochi giocatori, da 4 o 5, in modo che si possano svolgere contemporaneamente molte partite, in forma di torneo. Nel momento in cui viene calciata la palla le natiche devono essere sollevate da terra, altrimenti c’è punizione. Si gioca per 5 minuti.
