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La mobilità è la capacità che permette di sfruttare in modo ottimale il movimento delle articolazioni. Per definire questa qualità si usano anche termini come scioltezza, flessibilità, elasticità articolare. Grazie alla loro struttura anatomo-funzionale, ai legamenti (formazioni fibrose resistenti che si dispongono attorno alle estremità ossee) che le rinforzano e ai tendini che saldano i muscoli alle ossa, le articolazioni sono dotate di una particolare affidabilità e resistenza. Vediamo che cosa succede ad articolazioni, legamenti, tendini e muscoli quando ci si muove.
Con il movimento l’articolazione viene stimolata a lubrificarsi, ma non subisce grosse modificazioni; i legamenti, che hanno la funzione di rendere più salda l’articolazione, non si devono modificare; i tendini, che sono costituiti di tessuto connettivo-fibroso, sono poco estensibili; i muscoli, infine, sviluppandosi oltre i due capi articolari, con il movimento aumentano notevolmente la propria flessibilità e hanno notevole possibilità di allungamento, permettendo a loro volta un miglioramento dell’escursione articolare dell’ordine di qualche centimetro.
Oltre i muscoli, vi sono altri fattori che influenzano la mobilità articolare: fra questi, la struttura ossea, cioè la distanza tra le parti terminali di due o più ossa, il patrimonio genetico, l’età.
Con riguardo a quest’ultimo punto, notiamo subito che le articolazioni dei bambini sono molto più flessibili rispetto a quelle degli adulti; questo dipende sia dalla struttura dell’articolazione, sia dalle sostanze che formano la parte terminale delle ossa con cartilagine più sviluppata, sia dai legamenti più elastici e flessibili. Con il passare degli anni le articolazioni tendono a divenire meno mobili. Con un appropriato esercizio fisico è possibile migliorare l’efficienza e la funzionalità delle articolazioni, mentre la mancanza di esercizio porta a una perdita progressiva della mobilità articolare. Facciamo notare inoltre che le articolazioni, essendo soggette spesso a traumi a carico dei legamenti e dei tendini, possono perdere funzionalità: per questo dopo un trauma è importante curare la rieducazione anche a livello della mobilità articolare.
Una buona mobilità permette di compiere i movimenti con maggiore precisione: ciò si traduce in una migliore economia del gesto e quindi in un minor dispendio di energia e in un minor rischio di provocare traumi di vario tipo al sistema articolare. Una migliore efficienza a livello di mobilità articolare si ottiene con tre metodologie diverse di allenamento: esercizi attivi (contrazioni isotoniche: esercizi a carico naturale, per esempio slanci degli arti e flessioni del busto), esercizi passivi (contrazioni isometriche: esercizi con l’impiego di forze e pesi esterni), esercizi di allungamento o stretching.
Alleniamo la mobilità
Una buona mobilità permette di compiere i movimenti con maggiore precisione: ciò si traduce in una migliore economia del gesto e quindi in un minor dispendio di energia e in un minor rischio di provocare traumi di vario tipo al sistema articolare. Una migliore efficienza a livello di mobilità articolare si ottiene con tre metodologie diverse di allenamento: esercizi attivi (contrazioni isotoniche: esercizi a carico naturale, per esempio circonduzioni, oscillazioni e slanci degli arti; flessioni e rotazioni del busto), esercizi di allungamento o stretching e contrazioni isometriche, esercizi con l’impiego di forze e pesi esterni, esercizi passivi (contrazioni isometriche: esercizi con l’impiego di forze e pesi esterni da eseguirsi con la massima cautela, a sviluppo compiuto, e sempre sotto la guida di un esperto).
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Mobilità: consigli utili
Ecco qualche consiglio da tenere presente quando si allena la mobilità: