Proteggiamo l’ambiente

Lo svolgimento di qualsiasi attività fisica nella natura deve essere accompagnato dall’amore per l’ambiente, che si traduce innanzitutto nel rispetto per i luoghi nei quali ci muoviamo. La nostra attività deve essere in armonia con la natura e non ne deve turbare i delicati ecosistemi. Pertanto faremo attenzione a non disturbare la fauna, a non attraversare eventuali zone di ripopolamento o di riserva integrale, a non raccogliere fiori e piante, a non dimenticare di pulire laddove abbiamo sporcato e di portare con noi i nostri rifiuti, a non causare rumori molesti. Molto importante è anche la prevenzione degli incendi: basta una piccola disattenzione per causare veri disastri ecologici. Inoltre sarà nostro dovere segnalare alle autorità competenti (guardia forestale, personale addetto alla sorveglianza di parchi o comunità montane) deturpazioni, inquinamenti ambientali, discariche abusive e danni di vario tipo affinché si ponga rimedio il prima possibile e i responsabili vengano puniti.



Impariamo a rispettare l’ambiente

Ti sarà forse capitato di leggere cartelli che vietano la balneazione in un fiume o in un lago, di ascoltare drammatici bollettini sull’inquinamento di un tratto di costa, di vedere con i tuoi occhi galleggiare in mare bottiglie, sacchetti di plastica e altri oggetti. Forse ti è successo anche di andare con gli amici a fare un’escursione in un bosco e di trovarlo disseminato di cartacce, lattine e resti delle colazioni al sacco di chi vi aveva preceduti. Avrai magari sentito parlare di «blocco del traffico» nelle città come di uno strumento per ridurre le sostanze inquinanti presenti nell’aria, pericolose per la salute dell’uomo. Ecco, queste sono solo alcune manifestazioni «locali» del degrado ambientale conseguente a una poco attenta e a volte sconsiderata impostazione del difficile rapporto dell’uomo con la natura ed il suo ambiente. A livello più globale i problemi dell’ambiente riguardano l’effetto serra, l’impoverimento delle risorse idriche, la desertificazione, la deforestazione, le piogge acide, la minaccia di estinzione di alcune specie animali ecc.

Di fronte a problemi così grandi e gravi il nostro atteggiamento a volte è: «tanto non ci possiamo fare niente». In realtà dobbiamo ricordarci che anche noi siamo degli «inquinatori»: pensiamo per esempio all’inquinamento atmosferico, provocato, oltre che dagli scarichi industriali, dal riscaldamento delle nostre case e dai mezzi di trasporto; alla grande quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno; all’uso a volte poco attento che facciamo dell’acqua e più in generale dell’energia.

Per capire quale potrebbe essere il nostro contributo alla salvaguardia dell’ambiente dovremmo soffermarci a riflettere che ambiente è tutto ciò che ci circonda, quindi non solo la foresta tropicale minacciata di essere rasa al suolo, ma anche i giardinetti vicino alla scuola, il nostro quartiere, la città o il paese in cui viviamo. L’ambiente è l’aria che respiriamo, i fiori dell’aiuola, l’albero che fa ombra sotto casa e ci offre un po’ di frescura. Per proteggere l’ambiente possiamo cominciare con l’essere consapevoli delle conseguenze delle nostre azioni, evitando quelle che possono avere ripercussioni negative per l’ambiente stesso. Un esempio banale è quello di rinunciare a spostarsi con l’automobile se non quando è indispensabile: in questo modo si contribuisce a ridurre l’emissione di gas di scarico nell’aria. Ancora, dobbiamo avere l’accortezza di gettare le batterie esaurite negli appositi contenitori e non mischiarle al resto della spazzatura: le batterie hanno infatti un potere altamente inquinante che richiede anni e anni per essere smaltito dalla natura. Più in generale, facciamo attenzione a «dividere» la spazzatura in modo che sia possibile riciclare alcuni materiali. E così via.

Capire che cosa si può fare per preservare l’ambiente e la natura, con i suoi delicati equilibri, non è sempre facile. Rifletti, insieme alla tua classe, su quello che ciascuno di noi può fare concretamente come singolo e come collettività in materia di tutela dell’ambiente. Fai poi un elenco di problemi ambientali che giudichi particolarmente gravi e che interessano un’area verde, un quartiere, uno specchio d’acqua ecc. che si trovano nei pressi del luogo in cui abiti, proponendo eventuali soluzioni. Informati su quali istituzioni a livello locale (per esempio l’assessorato all’Ambiente) e nazionale (il ministero dell’Ambiente) si occupano di tutela dell’ambiente e sulle questioni più urgenti che stanno affrontando attualmente.

Il risparmio energetico per il rispetto della natura

Il risparmio energetico (anche domestico) e l’utilizzo di fonti rinnovabili costituiscono due aspetti fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente; è perciò indispensabile ridurre i consumi da fonti fossili quali petrolio, gas e carbone. Il vento e il sole possono sostituire, almeno in parte, lo sfruttamento delle tradizionali fonti energetiche: il sole può garantire l’acqua calda per i vari usi domestici, il riscaldamento e la produzione di energia elettrica attraverso impianti fotovoltaici; il vento, in zone particolarmente idonee, può produrre energia elettrica attraverso impianti eolici. Inoltre, se per la mobilità cittadina si facesse un maggiore utilizzo di biciclette elettriche in alternativa alle auto si avrebbe un maggior rispetto dell’ambiente.

Sicuramente si tratta di notizie che già conosci, ma è importante che ciascuno di noi faccia la propria parte. In fondo dipende anche da te, dai piccoli accorgimenti usati nei gesti quotidiani, che, se osservati da tante persone, consentono di risparmiare grandi quantità di energia. Di seguito elenchiamo alcuni consigli per il risparmio energetico e dell’acqua, altro bene prezioso. Si tratta di semplici suggerimenti che si possono facilmente mettere in pratica, con un po’ di buon senso e buona volontà.



I bollettini meteorologici

Le previsioni dei bollettini nazionali riguardano tutta l’Italia nel quadro più generale dei fenomeni meteorologici attivi sull’Europa. La loro validità va dalla 12 alle 36 ore. I bollettini regionali forniscono previsioni limitatamente alle aree interessate anche da situazioni meteorologiche locali, con validità in genere non superiore alle 24 ore. Molte regioni hanno attivato un numero telefonico in grado di fornire le previsioni a livello locale. Vi sono poi numerosi siti internet dai quali è possibile ottenere informazioni sulla situazione e sull’evoluzione del tempo anche relativamente a zone molto circoscritte del territorio.

Osservazione diretta dei fenomeni naturali

Per capire come sta evolvendo il tempo possiamo trarre indicazioni importanti dall’osservazione del vento e dall’instaurarsi e dal modificarsi della nuvolosità.

I venti

Generalmente nelle nostre regioni i venti che spirano in prevalenza da Sud e da Ovest portano tempo instabile; se invece spirano da Nord e da Est (con l’eccezione del settore orientale) portano a un miglioramento. Se, dopo il brutto tempo, il vento che spirava da Ovest vira verso Nord- Ovest, vuol dire che è in arrivo un miglioramento. Invece una rotazione da Est-Sud-Est dopo un periodo di bel tempo indica un peggioramento. Anche la cessazione delle brezze (vento discendente dai monti verso valle di notte e ascendente di giorno), tipiche delle stagioni calde, segnala un peggioramento del tempo.

Le nuvole

La nube è una massa di goccioline di acqua e di cristalli di ghiaccio, oppure di acqua e ghiaccio insieme, in sospensione nell’atmosfera. In base alla forma le nuvole si distinguono in:

  • strati, stratocumuli, cumuli, cumulonembi: queste sono nubi basse, cioè si trovano ad altezza comprese tra 0 e 2400 metri dal suolo;
  • altocumuli, altostrati, nembostrati: nubi medie (da 2400 a 6000 metri);
  • cirri, cirrocumuli, cirrostrati: nubi alte (oltre i 6000 metri).

Vediamo i caratteri principali dei vari strati di nubi e quali mutamenti del tempo indicano.

  • Strati: le nuvole si presentano come una distesa uniforme, simile a una nebbia densa, che giace in prossimità del suolo. Danno origine a pioviggine;
  • cumuli: sono nubi biancastre, tondeggianti, che si allargano verso l’alto a disegnare forme, complesse, rigonfie. Si osservano in genere nelle prime ore del pomeriggio durante i mesi caldi e quando sono isolate e tendono a dissolversi nella notte sono indice di tempo bello e stabile. Tuttavia, quando divengono più spesse verticalmente sono presagio di temporali; se poi sulla parte superiore della nube si notano protuberanze come piccole torri allora il temporale è prossimo;
  • stratocumuli: sono nubi di colore scuro, appiattite alla base come gli strati ma alle quali sono associate forme globose come nei cumuli. Danno luogo a pioviggine e pioggia;
  • cumulonembi: si mostrano come cumuli densi, dall’imponente sviluppo verticale che assume le forme più varie. Costituite da gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, sono accompagnate in genere dal temporale con rovesci di pioggia o neve o grandine;
  • altocumuli: le nuvole si presentano come una distesa regolare di forme globose, separate da interstizi che lasciano intravedere il cielo. Possono dar effetto al «cielo a pecorelle». Non portano alcun tipo di precipitazione ma sono avvisaglia dell’arrivo di correnti fredde; se si manifestano dopo il cattivo tempo costituiscono una traslazione verso più ampie schiarite;
  • altostrati: distese compatte di nubi, di colore omogeneo e spessore uniforme, che spesso coprono totalmente il cielo. Al suolo non si distinguono le ombre degli oggetti. Possono essere portatrici di precipitazioni di pioggia e neve;
  • cirri, cirrocumuli, cirrostrati: sono nubi alte, trasparenti, di aspetto filamentoso, costituite da cristalli di ghiaccio. I cirri sono nubi isolate, i cirrocumuli e i cirrostrati si presentano invece in una distesa compatta e sottile. Non portano precipitazioni ma spesso sono precursori dell’avvicinamento di una perturbazione ancora lontana.

La nebbia

Un altro pericolo è rappresentato dalla nebbia. Talvolta essa appare all’improvviso ed è difficilimente prevedibile. Può avere durata limitata oppure essere persistente. In caso di tempo incerto, è buona norma non intraprendere escursioni impegnative, a meno che non si conoscano bene i luoghi. Conseguenza della nebbia è la perdita di orientamento. La cartina e la bussola sono sicuramente di aiuto, ma bisogna essere in grado di usare bene questi strumenti. Fondamentale è non lasciarsi prendere dal panico, cercare di capire a che punto del percorso si è arrivati, quanto manca alla fine dell’escursione o al successivo rifugio e al limite avere la prontezza, la determinazione e il buon senso di tornare subito indietro. Mentre si percorre la strada a ritroso, bisogna fare attenzione a non uscire dal sentiero. Nel caso in cui non si vedano più i caratteristici segnali bianchi e rossi che indicano la strada, bisogna fermarsi e retrocedere fino all’ultimo segnale incontrato per individuare il giusto sviluppo del sentiero. Se ci si smarrisce e la nebbia è fitta, è opportuno fermarsi aspettando che si diradi in modo da non peggiorare le cose; se la nebbia perdura, specialmente di sera, è meglio non spostarsi e attendere i percorsi.

I temporali

Soprattutto in montagna è facile essere sorpresi da un temporale. I temporali sono accompagnati da raffiche di vento, rovesci di pioggia o grandine, fenomeni elettrici (lampi, fulmini, tuoni). Il pericolo maggiore è rappresentato proprio dai fulmini che, specialmente in montagna, scaricano al suolo le differenze di potenziale elettrico createsi fra il cielo e la terra. Per sapere a quale distanza ci troviamo dal temporale possiamo usare questo sistema: contiamo i secondi che intercorrono fra il lampo e il momento in cui udiamo il tuono e dividiamo questo numero per 3; poiché il suono percorre circa un chilometro ogni 3 secondi, sapremo approssimativamente a quanti chilometri ci troviamo dal luogo in cui è avvenuta la scarica. Vediamo ora alcune regole da osservare in caso di temporale:

  • se possibile cercare riparo in una grotta o in una buca; poiché la roccia, specialmente se è umida o bagnata, è un buon conduttore di elettricità è opportuno toccarla il meno possibile e quindi, se si è in una grotta, è meglio stare in piedi o sedersi su qualcosa di asciutto evitando inoltre di rimanere all’entrata;
  • non mettersi a ridosso degli alberi isolati o altri punti sporgenti (rocce, torri ecc.) poiché il fulmine tende ad abbattersi proprio su questi e starne lontani almeno 200-300 metri; viceversa si può cercare riparo in un bosco nel quale gli alberi abbiano altezza simile;
  • poiché anche gli ombrelli possono attirare i fulmini, è meglio chiuderli;
  • bisogna stare lontano da fonti d’acqua, pozze, laghetti essendo l’acqua un buon conduttore di elettricità;
  • rinchiusi in una struttura metallica non si può essere raggiunti da cariche elettriche che si propagano all’esterno; è necessario però non soffermarsi sotto l’uscio o toccare strutture metalliche a contatto con l’esterno. Uno dei luoghi più sicuri è la macchina: il fulmine, quando la colpisce, scivola sulla carrozzeria e si scarica sul suolo. È opportuno però chiudere bene i finestrini e ritirare l’antenna della radio;
  • non cercare riparo in una tenda da campeggio, che non offre alcune protezione dai fulmini;
  • se non si trova riparo, è meglio rassegnarsi a prendere l’acqua: liberarsi subito di catenine d’oro, orologi e oggetti metallici in genere e assumere una posizione ranicchiata «a uovo» con gambe e braccia unite e la testa incastrata tra le ginocchia, così che la corrente non possa salire da un arto e scendere dall’altro;
  • se si è in gruppo, è molto importante evitare di tenersi per mano e di ammassarsi perché l’aria calda agisce da conduttore;
  • soprattutto quando si scioglie la neve o in caso di forte vento o piogge intense, non bisogna mai sostare ai piedi di pareti rocciose o ripidi canaloni: essi infatti funzionano come grondaie e convogliano pietre e acqua verso la base a velocità e intensità micidiali.

Il pericolo maggiore per chi viene colpito da scariche o fulmini e quello della fibrillazione ventricolare: il cuore comincia a battere in maniera irregolare con gravissima alterazione del ritmo che porta ad arresto cardiaco e respiratorio. In questa circostanza si deve praticare la rianimazione artificiale (respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco).