L’ultimo Platone

Pur essendo stato scritto anni dopo la Repubblica, il Timeo parte da alcune delle sue tesi, riportate in apertura come argomenti di un dialogo avvenuto il giorno prima. Fatto cenno all’antica Atene, che realizza lo Stato ideale platonico, e alla guerra con la mitica citta di Atlantide, il suo opposto, si conviene che sia opportuno parlare dell’origine dell’universo, come presupposto dell’analisi politica. Prima di tutto, il demiurgo forgia i quattro elementi, modellandoli sulla base dei principali solidi regolari: in questo modo l’universo viene ad assumere una struttura matematica. Nel Timeo Platone descrive la formazione del cosmo attraverso il mito del demiurgo. L’ordine dell’universo è ricostruito a partire da tre realtà eterne: le idee, la materia e il demiurgo. Quest’ultimo plasma la materia informe guardando alle idee come modello. L’universo è inteso come un unico organismo che, per essere il migliore possibile, deve avere un’anima che lo guidi in modo razionale. Il demiurgo forgia perciò l’anima del mondo usando la sostanza delle idee, che quindi penetrano nella materia, vivificandola e indirizzandola verso il bene. La concezione platonica e teleologica: pur ammettendo anche l’esistenza della causalità meccanica, sono le cause finali a fornire la spiegazione principale della natura. Nell’Accademia, secondo molte testimonianze, venivano esposte e discusse teorie che non hanno mai trovato espressione scritta. Queste «dottrine non scritte» spiegano la realtà sulla base di un principio originario unificatore, l’Uno, e di un principio negativo, la Diade, da cui hanno origine la pluralità e il divenire.